2010 Marracash

Marracash

Marracash torna con un nuovo album dopo due anni dal successo dell’ominimo disco d’oro. “Fino a qui tutto bene”, seconda tappa del suo percorso artistico. Con questo nuovo album il rapper imprime una tale intensità nei testi con un’enorme forza propulsiva. Poeta formidabile capace di plasmare con la sua arte le emozioni più ricche, i suoi testi arrivano dritti al cuore come un virus forzano i codici d’accesso del perbenismo, Marracash si conferma hacker della lingua italiana, arriva ovunque ci sia la possibilità di far passare un concetto, di mostrare un’immagine con l’hip hop: s’intrufola, s’insinua, scivola con le parole incastrando un verso dopo l’altro con una potenza comunicativa illimitata.
Marracash intercetta lo stato d’animo di un Paese in caduta libera, somma la sua anima a una moltitudine di anime e incide questo album, come se tendesse la mano a quella moltitudine in picchiata verso l’ignoto e riesce a farlo per una qualità che lo contraddistingue: vedo il vero dove la gente vede il buio.

"Ehy Vins, la conosci la storia del tizio che cade da un palazzo di cinquanta piani? E a ogni piano, per farsi coraggio, si ripete: fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene.
...
Sembriamo noi e lo sprofondo dove siamo: fino a qui tutto bene. Ma il problema non è la caduta, è l’atterraggio. "
Dialogo da: La Haine (L’odio)  di Mathieu Kassovitz